#399 – Televideo

Pillole di Bit
Pillole di Bit
#399 - Televideo
Loading
/

Nasce negli anni 70, come trasmissione dati digitale nascosta nella trasmissione analogica della TV. Resiste ancora oggi.

Glossario: Firmware

Offerte Amazon di Primavera 2026: dal 10 al 16 marzo 2026, se volete sostenere il podcast, accedete ad Amazon con il link di questo battery pack e poi mettete quello che volete nel carrello.

Per leggere lo script fai click su questo testo

Da prima che io nascessi, la televisione, seppur analogica, aveva una trasmissione digitale al suo interno, era nascosta e la si poteva mostrare solo attivando una particolare funzione, se l’apparecchio ne era fornito. Sto parlando del teletext. In Italia lo conosciamo come Televideo.
Poi è arrivata Internet e la TV digitale, ma il televideo è ancora lì a disposizione di tutti, se lo volete guardare.

Questa puntata è stata realizzata grazie alle indispensabili donazioni di generosi ascoltatori
Fulvio
Fabio
Alberto
Per sapere come far parte di questo elenco e tutti i vantaggi che ne potete avere, c’è la sezione dedicata prima del tip.
Ricordatevi che con 3€ al mese potete avere accesso alle puntate mensili extra riservate ai sostenitori e che se donate in modo diverso da PayPal mi dovete scrivere perché non ho i vostri contatti.

La tecnologia a volte è difficile e usa parole o acronimi complicati, in questa sezione cerco di renderle accessibili.

Il termine di oggi è Firmware, oggi andiamo parecchio nello specifico. Tutti abbiamo a che fare con il sistema operativo installato sui dispositivi più comuni, come un telefono o un computer. Ci sono molti dispositivi che per noi sono solo dei pezzi di hardware, che in realtà contengono del software all’interno che dicono loro come comportarsi per delle attività di base.
L’esempio più facile di firmware è quello che si invia al processore di Arduino quando lo si programma. Arduino non ha un sistema operativo, ha solo il piccolo programma che carichiamo nella sua memoria e che gli permette di interfacciarsi con l’esterno ed elaborare i dati di sensori, per esempio, per ottenere determinati risultati.
Molti dei dispositivi che usiamo tutti i giorni hanno al loro interno molti componenti, ciascuno con il suo firmware.

Se avete una parola o un acronimo che vorreste sentire nelle puntate del podcast, scrivetemi!

Prima della puntata, un’informazione di servizio.
Se siete soliti usare amazon e pensate di approfittare delle offerte di primavera che saranno dal 10 al 15 marzo, accedete ad amazon dal link sponsorizzato che trovate nelle note dell’episodio, così sosterrete il podcast senza spendere niente in più rispetto a quello che avreste già speso.

Grazie!

Oltre ad ascoltare il podcast ogni settimana potete interagire con me e con la community usando vari canali.
Trovate tutti i link nelle note di ogni episodio, il gruppo Slack, gli account Social e la mail, potete scegliere il canale che preferite.
Leggo tutti e se siete educati rispondo.
Pillole di Bit è anche una newsletter che esce il martedì con gli stessi contenuti del lunedì, la potete inoltrare agli amici che “eh, ma io io l’audio non lo ascolto”, problema risolto.

Un tempo erano le trasmissioni televisive analogiche con i televisori a tubo catodico. Ho ricordi da piccolo di questo televisore davvero piccolo, credo come un attuale iPad, in bianco e nero, dal quale il sabato sera guardavamo il programma di intrattenimento della Rai, tutti nel lettone.
Niente carosello, non sono così vecchio, quando ho iniziato a guardare la TV erano già terminate le trasmissioni.
Un giorno ha suonato il campanello di casa ed era mio zio con un televisore a colori con un’altra novità: il televideo.
In tutto quel mondo analogico fatto di sintonia quasi come alla radio, ecco che sono comparse le schermate con quei caratteri strani che davano informazioni, come se fosse un telegiornale da leggere super aggiornato, decine e decine di pagine da sfogliare.
Finito l’aneddoto, come hanno fatto a studiare e realizzare la trasmissione di testo su un segnale completamente analogico come era la televisione fino all’avvento del digitale terrestre?
Prima va capito come era trasmesso il segnale televisivo e come veniva visualizzato sul televisore.
Nella lontanissima puntata 189 vi ho raccontato dello schermo CRT.
Ovviamente la trasmissione analogica funzionava anche sui primi pannelli LCD.
Nello schermo CRT il pennello elettronico disegna l’immagine video una riga per volta dall’alto verso il basso, la trasmissione segue lo stesso principio, ma il fotogramma viene diviso in due.
Prima vengono disegnate tutte le righe pari, il pennello torna in cima, e poi tutte le righe dispari.
Questo sistema di trasmissione si dice interlacciato.
Nel nostro sistema PAL ogni fotogramma era composto da 625 linee, delle quali 576 erano usate effettivamente per creare l’immagine.
Adesso il segnale HD usa 1080 linee, il 4K ne ha 2160, giusto per fare un paragone.
In uno schermo 4k ci stanno 5×3 fotogrammi PAL e resta ancora dello spazio.
Le 49 linee non usate erano segnale di sincronia verticale, effettivamente non utilizzato.
Perché lasciare tutta quella banda inutilizzata?
Hanno pensato di trasmettere un segnale digitale sfruttando quello spazio sprecato, il nero era uno 0, il bianco un 1.
Ogni linea trasmetteva dei dati, per un totale di poco meno di 7Mbit al secondo
All’interno dei dati c’erano le informazioni della pagine, dalla 100 in poi, la formattazione, il contenuto e il sistema per la correzione degli errori, potete riascoltare la puntata 374 a riguardo, in modo tale che il sistema potesse correggere il pacchetto con un bit errato o scartarlo se i bit errati erano di più. Meglio non mostrare un dato che mostrarlo sbagliato.
Il televisore aveva una piccola memoria a bordo che permetteva il rendering della pagina per mostrarla a schermo.
Le pagine venivano trasmesse in continuazione a rotazione, per questo, a volte, capitava di dover aspettare più di qualche secondo, anche un minuto, per poter visualizzare quella che interessava. Le più importanti venivano invece trasmesse con una frequenza più elevata per essere disponibili prima, come la home, la 100 e l’ultim’ora, la 101.
Con il digitale terrestre è cambiato tutto.
Il segnale trasmesso dalle antenne è già digitale, non serve nascondere un segnale digitale dentro un segnale analogico, i pacchetti del televideo sono taggati all’interno dei pacchetti del segnale televisivo, il televisore li identifica, li decodifica e li rende disponibili su richiesta dell’utente.
Visto che un canale televisivo è intorno ai 20-25Mbps, trasmettere il televideo, che è lo stesso stream di dati per un unico pacchetto di canali, è una banda tutto sommato risibile.
Se avete ancora un decoder e una televisione analogica collegata con il segnale scart, il decoder prende il segnale digitale del televideo trasmesso dal protocollo DVBT o DVBT2, se volete ho approfondito il digitale terrestre nella puntata 206, e lo converte, come si usa dire, alla moda vecchia, nascondendo la trasmissione nelle linee non visibili della trasmissione PAL, in modo che il televisore analogico possa leggerlo e trasmetterlo.
Se poi colleghiamo la televisione ad Internet, ogni canale potrebbe avere attivo il protocollo HBBTV, Hybrid Broadcast Broadband TV, ne ho parlato nella puntata 272, in questo caso il televideo è affiancato da una serie quasi infinita di servizi accessori forniti non più dal solo segnale digitale terrestre, ma anche dalla connessione ad Internet.
Chiudendo, mi domando, oltre ai sottotitoli della pagina 777, a cosa possa ancora servire il Televideo in un mondo connesso come il nostro, se non in caso di grande emergenza, ma con la corrente ancora funzionante e il sistema che trasmette la TV ancora in piedi.

— Stacco Donatori – Sostenere

Questo podcast è gratis per tutti da oltre 10 anni.
Ma non sarebbe arrivato a 10 anni senza gli ascoltatori che, ritenendolo meritevole, hanno deciso di sostenerlo economicamente.
Se pensi che il mio lavoro meriti il tuo sostegno, puoi andare alla pagina pilloledb.it/sostienimi, scegliere uno dei tanti modi, scegliere l’importo e partecipare anche tu alla realizzazione delle prossime puntate.
Con 3€ avete accesso alla puntata dedicata ai sostenitori di questo mese.
Da 6€ vi spedisco i gadget, dovete compilare il form.

Se cercate un gestore di connettività super affidabile, provate Ehiweb! Li consiglio vivamente: offrono molti servizi, fissi e mobili, hanno un supporto clienti eccezionale e sono un’azienda che tratta bene i dipendenti. Non tornerete più indietro! Usate il link sponsorizzato sul sito oppure telefonate e dite che vi mando io.

Per l’Hosting del vostro sito, c’è ThirdEye, che ospita con grande professionalità il sito del podcast da anni. Una garanzia! I contatti sono sul sito.

E se volete, fate i vostri acquisti su Amazon usando i link sponsorizzati che trovate sul sito, una piccola parte arriva al podcast.

Per rimanere in tema, forse non ci crederete, ma il televideo, in tutto il suo splendore a 40 colonne per 24 righe e 8 colori, lo potete vedere sul web, a televideo.rai.it, perfettamente funzionante e aggiornato in tempo reale.
E, per non farci mancare niente, ci sono i feed RSS delle pagine delle notizie, da mettere nel vostro aggregatore, così da portarlo sempre insieme a voi senza dover mettere in tasca un televisore da 32 pollici, cosa alquanto scomoda.

Questa puntata di Pillole di Bit è giunta al termine, vi ricordo che se ne può discutere nel gruppo Slack e che tutti i link e i riferimenti li trovate sull’app di ascolto podcast o sul sito, non serve prendere appunti.
Io sono Francesco e vi do appuntamento a lunedì prossimo per una nuova puntata del podcast che, se siete iscritti al feed o con una qualunque app di ascolto vi arriva automagicamente.

Grazie per avermi ascoltato

Ciao!

Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia